Sfogliando le pagine di questo numero di Attico.it non potrà sfuggire una novità: oltre a testi, inserzioni e immagini anche uno strano quadratino fatto di puntini neri.
Si chiama “Qr code” ed è l’erede intelligente del codice a barre.
Tecnicamente, un Codice QR (in inglese, QR Code) è un codice a matrice (o codice a barre bidimensionale) creato dalla corporation giapponese Denso-Wave nel 1994. Il “QR” deriva da “Quick Response” (Risposta Rapida), poiché il creatore pensava a un codice che consentisse una rapida decodifica del suo contenuto.
Se lo si inquadra con la fotocamera di un telefonino di ultima generazione (smartphone), si trasforma e permette di accedere a un’infinità di informazioni, generalmente ci indirizza verso una pagina web, ma può generare sms, contenere un biglietto da visita, un video, o una descrizione di testo di max 4296 caratteri alfanumerici. Va segnalato, a scanso di equivoci, che in caso di accesso alle pagine web l’utente dovrà sostenere i costi di connessione previsti dall’operatore.
Il QrCode è una sorta di trait d’union tra il mondo cartaceo e quello multimediale di internet. Una porta d’accesso a contenuti aggiuntivi che arrivano, via web, direttamente sullo schermo del telefonino.
A partire dal Giappone dove ormai è vera e propria mania, in tutto il mondo sta dilagando come nuovo status di comunicazione. Se si compra un cheeseburger al McDonald’s di Tokyo, sulla carta si può inquadrare il codice Qr Code che indicherà calorie e ingredienti del panino, oppure girando per Londra ai grandi magazzini Harrods ne treveremo affisso uno di 3 metri sulla facciata, H&M, Fendi, Gucci e Ralph Lauren lo stampano su manifesti ed etichette, in Italia Panorama, Ibm, per il Comune di Venezia, ha disseminato di bianche mattonelle con codici Qr i monumenti della città. Con un clic del cellulare i turisti possono sapere dove si trovano e che monumento stanno ammirando.
I molteplici usi cui questo quadratino a puntini può essere adibito hanno portato a una prima analisi su come poterlo sfruttare in ambito immobiliare. Immediatamente, l’attenzione si è rivolta a un uso “descrittivo” per l’utilizzo sui cartelli di vendita sia stradali sia in agenzia, infatti uno o più QR Code potrebbero contenere descrizioni dettagliate, o il bigliettino da visita dell’agenzia, un sms da inviare all’agente immobiliare per essere poi ricontattati, o addirittura un video di presentazione dell’immobile.
Il QR Code è una di quelle “innovazioni utili” destinata a semplificare la comunicazione e con tutta probabilità sarà diffusissima a breve anche in Italia.
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