| Quando collaborare aiuta a vendere |
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In un momento di mercato in cui l’offerta supera la domanda, la strategia della condivisione
delle informazioni può risultare determinante. Ecco perchè
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Le varie alternanze di mercato nel settore immobiliare si evidenziano dall’aumento o dalla diminuzione dei fattori x e y che possiamo identificare in richiesta ed offerta.
Oggi stiamo vivendo un ciclo che usiamo definire di crisi, che viene identificata da un aumento dell’offerta e da una forte diminuzione della richiesta.
Molte sono le variabili che hanno portato a questo calo: esse vanno dalla ciclicità naturale del mercato, all’eccessivo aumento dei prezzi, alla difficoltà da parte degli istituti di credito di erogare i mutui. Ma in questo momento non vorrei soffermarmi sull’analisi ma piuttosto vorrei aprire un dialogo su quanto il concetto di collaborazione possa aiutare gli operatori immobiliari a superare questo momento.
Tutti concorderemo con l’affermare che i tempi necessari per realizzare la vendita di un immobile si sono decisamente allungati. Se un paio di anni fa ci avessero chiesto in quanto tempo avremmo potuto ritirare una proposta su un immobile messo sul mercato al giusto prezzo, la risposta sarebbe stata, senza peccare di presunzione, in 30/60 giorni; oggi dovendo dare una risposta altrettanto onesta, personalmente, mi troverei in difficoltà e probabilmente non mi sbilancerei nell’indicazione di un tempo.
In un momento come questo punterei il fuoco della mia attività verso la corretta gestione e fidelizzazione della “richiesta” più che sull’acquisizione. Curerei particolarmente il portafoglio richieste, ampliandolo e facendo opera di analisi preventiva sulla reale possibilità di acquisto. Una volta poi accertata la reale potenzialità mi adopererei il più possibile per fornire un servizio il più efficiente e mirato possibile verso la ricerca degli immobili di potenziale gradimento del cliente.
Come logico, prima cercherei di accontentarlo attraverso la proposta degli immobili del mio portafoglio, poi però in caso negativo mi attiverei immediatamente per cercarlo anche fuori dalla mia agenzia.
Dove? La risposta è: “ovunque”!
Privati, periodici di settore, altri Agenti Immobiliari. Certo è che, cosciente della mobilità dei clienti e della quantità di offerte presenti sul mercato odierno, dovrei trovare un metodo o uno “strumento” che mi permetta di essere veloce ed efficiente nell’accontentare il mio cliente buono, altrimenti destinato a rivolgersi ad altre agenzie o peggio ancora a fare da solo.
Parlare di servizio al cliente, o ancora di più parlare di fidelizzazione significa “anche” essere veloci ed efficienti nell’esaudirne le necessità.
Nell’ottica dell’ottenere il miglior risultato nel minor tempo possibile, prima di passare ad una lunga consultazione telefonica, mi orienterei verso la consultazione “veloce” delle piattaforme di condivisione MLS (Multiple Listing Service) dove con pochi click riuscirei a vedere quanto disponibile in gestione ad altri colleghi che hanno manifestato la volontà di condividere il loro immobile, piuttosto che rischiare una scadenza nel cassetto.
È per questa logica che si sta diffondendo in tutto il mondo l’uso delle Piattaforme di Condivisione Immobili ed è così, in maniera naturale, che dovremmo approcciare alla filosofia della collaborazione.
Collaborare con altri colleghi significa, anche, poter gestire richieste su territori più ampi dove avremmo maggiori difficoltà nell’accontentare una richiesta con le nostre risorse.
Un cliente, non potrà che essere felice, di rivolgersi ad un solo agente immobiliare, che per lui svolge con efficacia la ricerca dell’immobile.
Nei precedenti articoli ho accennato a come la condivisione e l’MLS siano l’integrazione di una filosofia operativa e di uno strumento tecnologico ed un esempio sulla gestione di una richiesta come pocanzi interpretato, ne danno la dimostrazione
La tecnologia ci viene in aiuto con strumenti sempre più veloci, personalizzabili e di semplice uso per tutti.
Sono certo che questo momento di “variazione di mercato” ci metta nella condizione ideale per valutare qualche “aggiornamento professionale” integrato e supportato dallo sfruttamento di nuove tecnologie.
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