“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia marcia, chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla e non conosce…”
Sono questi i primi versi di una poesia attribuita a Pablo Neruda, il noto poeta cileno, ma per molti della poetessa portoghese Martha Medeiros, che in modo magistrale mostrano il paradosso insito in questi tempi di crisi.
L’immobilità, dettata dalla paura, è chiusura al nuovo e va incontro a morte certa.
Ad alcuni sembrerà eccessivo scomodare Pablo Neruda per parlare di collaborazione immobiliare, ma l’attualità di questi versi parla da sola.
In una dinamica professionale che sempre più velocemente si trasforma, l’agente immobiliare, come gran parte dei professionisti al giorno d’oggi, non può più esonerarsi dalla continua necessità di aggiornarsi tecnologicamente e professionalmente e dall’adeguarsi agli standard europei e internazionali anche in tema di servizi offerti al consumatore, con il rischio di ritrovarsi indietro e in preda a una totale confusione.
Trasformare il modo di guardare il proprio collega da concorrente a elemento di business, variare la tipologia del servizio offerto al consumatore, utilizzare strumenti tecnologici innovativi, formarsi e migliorare costantemente i propri standard professionali, queste sono le sole ricette per non essere travolti dai mercati e dalle crisi. Il poeta così continua la sua ode:
“Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare...”.
Per alcuni questo non sarà uno sforzo, per altri invece significherà mettere in dubbio molte certezze, per tutti però alla fine significherà aver fatto un passo avanti.
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